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[Clockwork’s Stopwatch] EUxodus: is it really happening? (ENG/ITA)

POSTED BY Andrea Barresi November 29, 2017

I don’t need to say it again, it’s that time of the year: the roster shuffle window.

Every team is trying either to rebuild or fix what went wrong last season, and the madness is in full swing. Surprising news, a bunch of new teams and the ever-present Jacob Wolf delivering news apparently 24/7. While all teams are going to change wildly, one thing has remained the same: the feeling that EU players are leaving their region for greener pastures.

But is that really true?

FranchEASYing

As an European, I could spend hours and pages trying to explain why I love relegations, but this statement cannot be denied: franchising is easier. Easier for Riot, who knows its partners in the foreseeable future, easier for the teams, who don’t have to worry about thier investments suddenly crumbling, easier for viewers and fans, because their favourite teams are staying there and they can keep following their endeavours.

That said, investors are more likely to feel safer about funding a team that’s guaranteed to stay compared to one that is bound to disappear after a bad split. One bad split is all that it takes to lose financial backings, fans and, eventually, players. On the other hand, an average investor would feel reassured knowing that after a bad split the team can try to rebuild or fix their mistakes without fear of losing exposure.

And we’re seeing this without delay: NBA teams and other massive multimillionaire companies started pumping money into the NA circuit, growing salaries as large as 700k dollars or even a million for the most valuable players (namely for Ssumday and Impact, according to rumors).

Brief switch to EU, and we suddenly see there are only 2 teams backed by a traditional sports company (Schalke04 and Misfits) and one team is even family-owned (Unicorns of Love). Strictly speaking, EU lacks investors as big as NA’s. This is, in my opinion, due to two reasons mainly.

First, the EU region is comprised of roughly 40 nations with 24 languages. In a scenario like this, national brands are less likely to invest in a team, because it’s unlikely that the biggest part of its fanbase is located where the investor is. In comparison, NA only has USA and Canada, both speaking the same language. That completely removes the language barriers of advertising a brand or a product.

Secondly, relegation is still a thing, meaning that potential investors scared of making a gamble will instantly back off.

This creates a huge difference in the two markets, and it’s natural for a player to choose the best option for his own career: what would the average player do if he was presented the option to play for an NA team that’s offering him five times what EU teams can afford?

It’s fine if EU players choose the best option given to them. Their peak form won’t last forever, just like traditional sports’ professional players, therefore it’s understandable that they try to make the most out of what they have.

Why the word “Exodus”?

EU fans don’t seem to be happy with the previous reasoning, and the narrative of an EUxodus is spreading on Reddit and Twitter recently. Let’s have a look at the numbers.

NA teams have 20 available import slots. According to the most recent rumors and Leaguepedia, Golden Guardians are fielding an all-NA roster, bringing the total down to 18. Koreans take up the biggest slice, with 11 players. And lastly there are the Europeans, filling 6 of those remaining spots (Bjergsen is technically NA for 2018, but he is an European). So far only Zven, Mithy, PowerOfEvil and Febiven have been confirmed to leave EU. Only 4 players. For comparison, after 2016 7 players crossed the Atlantic.

So, is this 2017 preseason an exodus? Absolutely not. Korea loses more than 5 players every year and nobody speaks of a Korean exodus after 2014.

Is this a loss for EULCS? It definitely is, one is the best botlane so far and the other two are veteran midlaners.

Is this going to hurt EULCS? Probably no.

EU teams have historically been good at finding and developing talent. Of those four mentioned players, three were complete no-namers turned stars in a two years window. The Febivens and the PowerOfEvils that are now leaving, years ago took the place of the Froggens and the Alex Ichs (or Alexes Ich…?) that left for the same reasons.

I’ve been reading countless times about the narrative “I’m not watching EULCS anymore, because we bleed talent to NA”. It’s not bleeding talent. It’s proving consistently that EU can develop players, attitude, work ethic in the correct way.

NA might have money, but EU has resilience.


Non c’è bisogno che lo ripeta, siamo in quel periodo dell’anno: la finestra di mercato.

Tutte le squadre stanno cercando di ricostruire o sistemare ciò che è andato storto la scorsa stagione, e i colpi di scena sono dietro l’angolo. News impressionanti, team nati dal nulla e l’onnipresente Jacob Wolf che sforna notizie apparentemente a tempo pieno. Mentre tutte le squadre cambieranno radicalmente, una cosa è rimasta invariata: la sensazione che i giocatori europei stanno lasciando la propria regione per andare dove l’erba è più verde.

Ma è veramente così?

FranchEASYing

Essendo europeo, potrei perdere ore e pagine cercando di spiegare perché amo il sistema delle retrocessioni, ma questo fatto non può essere ignorato: il modello di franchising è più semplice. Più semplice per la Riot, che sa quali saranno i suoi partner nel futuro prossimo, più semplice per le squadre, che non dovranno preoccuparsi dei propri investimenti che crollano da un momento all’altro, più semplice per gli spettatori e per i fan, perché i loro team preferiti non andranno da nessuna parte e potranno seguire tutte le loro vicende.

Detto ciò, è molto più probabile che gli investitori si sentano più sicuri nel finanziare una squadra che ha la garanzia di partecipare al campionato rispetto ad una che potrebbe scomparire dopo un brutto split. Un brutto split è tutto ciò che basta per perdere supporto finanziario, fan e, alla lunga, anche giocatori. Dall’altro lato, un investitore medio si sentirebbe rassicurato sapendo che dopo un brutto split la squadra può comunque cercare di ripartire da capo e risolvere i propri errori senza temere l’oblio.

Infatti stiamo assistendo a quanto detto senza ritardi: le squadre NBA e altre gigantesche compagnie multimilionarie hanno iniziato ad aprire i portafogli per il campionato nordamericano, fornendo offerte del calibro di 700mila o addirittura un milione di dollari per i giocatori più richiesti (nello specifico Ssumday e Impact, a quanto dicono le voci).

Rapida occhiata all’Europa, e si nota che solo due squadre sono sostenute da compagnie sportive tradizionali (Schalke04 e Misfits), mentre una è addirittura gestita da una famiglia (Unicorns of Love). In parole povere, in EU manca il potere di investimento che invece vediamo in NA. Questo è dovuto, a mio parere, principalmente a due fattori.

Anzitutto l’Europa è composta da circa 40 paesi parlanti circa 24 lingue diverse. In una situazione come questa, le marche dei singoli paesi sono scoraggiate dall’investire in una squadra, siccome è improbabile che la maggior parte dei tifosi di quella squadra sia della stessa nazionalità della marca in questione. Al contrario, NA è composta solamente da USA e Canada, che inoltre parlano la stessa lingua. Questo annulla completamente le difficoltà di pubblicizzare un marchio o un prodotto.

Secondariamente, il sistema delle retrocessioni è ancora in voga e questo implica che i potenziali investitori che pensano non valga la pena rischiare si faranno immediatamente da parte.

Questo crea una grande differenza nelle due aree di mercato, ed è naturale per un giocatore scegliere l’opzione migliore per la propria carriera. Cosa farebbe un giocatore medio se gli fosse presentata l’opzione di giocare per una squadra nordamericana che gli offre cinque volte quello che un team europeo può permettersi?

Non bisogna indignarsi o sorprendersi se i giocatori europei scelgono la migliore proposta tra quelle che vengono loro offerte. Le loro prestazioni non dureranno per sempre, esattamente come negli sport tradizionali, dunque è comprensibile che cerchino di far fruttare al meglio ciò di cui dispongono.

Perché “Esodo”?

I fan europei non sembrano essere soddisfatti del ragionamento di cui sopra, e le lamentele di un Euxodus sono ovunque su Reddit e Twitter ultimamente. Ma diamo un’occhiata ai numeri.

Il circuito nordamericano può permettersi un massimo di 20 giocatori stranieri. A quanto dicono le voci più recenti e Leaguepedia, i Golden Guardians hanno optato per una rosa completamente nordamericana, dunque rimangono 18 posti. I giocatori coreani occupano la fetta più grande, occupando 11 posti. Gli europei ne occupano solamente 6, non contando Bjergsen che ormai non è più considerato straniero a causa dei 4 anni nei TSM. Finora solo Zven, Mithy, PowerOfEvil e Febiven hanno ufficialmente stipulato un contratto con squadre nordamericane. Solo quattro giocatori. Se confrontiamo questi numeri con la finestra di mercato dello scorso anno, notiamo che alla fine del 2016 ben 7 giocatori hanno attraversato l’Atlantico.

Dunque, questa finestra di mercato sta portando veramente ad un esodo? Assolutamente no. La Corea del Sud esporta più di cinque giocatori ogni anno, ma nessuno pensa che ogni anno sia un esodo dopo il 2014.

è una perdita per le EULCS? Certamente, una è la migliore botlane finora e gli altri due sono midlaner veterani.

Farà male alle EULCS? Probabilmente no.

Le squadre europee sono state storicamente ottime nello scoprire e sviluppare nuovi talenti. Di quei quattro giocatori sopra citati, tre erano completi sconosciuti che sono diventati superstar nell’arco di due anni. I Febiven e i PowerOfEvil che ora stanno “abbandonando”, anni fa hanno preso il posto dei Froggen e degli Alex Ich che si trasferirono in America per le stesse ragioni.

Milioni di volte ho già letto delle lamentele, “Non guarderò più le EULCS perché tanto perdiamo i giocatori migliori ogni anno”. Non si tratta di perdere giocatori. È una dimostrazione che l’Europa può consistentemente sviluppare giocatori, mentalità e talenti nel modo corretto.

NA might have money, but EU has resilience.